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Manovra da macelleria sociale!

manovra da macelleria sociale

Eccola, finalmente. La tanto attesa e agognata manovra economica del governo tecnico-bancario guidato dall’illustrissimo professor Mario Monti, chiamato dall’altrettanto venerabile presidente Napolitano a “salvare” il Paese, è stata dunque sottoposta alla gentile attenzione di quelle istituzioni europee che da tempo l’avevano invocata. Tutti entusiasti, tutti felici. Il giorno dopo la presentazione delle nuove misure economiche le borse hanno cominciato a volare e lo spread è da subito crollato. Che cosa significa, è facile intuirlo: semplicemente hanno ottenuto quello che volevano, ovvero il sangue del Popolo italiano.

Lo hanno chiamato “decreto salva Italia”, ma gli stessi esponenti dell’esecutivo, resisi forse conto del paradosso insito nella definizione stessa, preferiscono utilizzare altri termini nelle loro ormai quotidiane apparizioni televisive: meglio “decreto salva Europa”, anzi, decisamente meglio “decreto salva Euro”. Sì, perché ormai questo governo, forte anche di un totale e patetico asservimento dei media nostrani, ha deciso che degli Italiani, dei loro drammi personali, delle loro miserie, non si debba più parlare. L’unica cosa che conta è salvare quella moneta unica criminale che ha gettato una delle economie più forti del mondo industrializzato sull’orlo del baratro.

Ma per quale motivo noi dovremmo dissanguarci per salvare qualcosa che non abbiamo voluto? Razionalmente ci saremmo infatti dovuti aspettare che una decisione tanto importante, come quella di abbandonare la moneta nazionale che aveva accompagnato la nostra vita dalla nascita dello Stato Italiano, di cui ironicamente ricorre quest’anno il 150esimo anniversario, per aderire ad una moneta comune, fosse presa dal popolo tramite referendum. Invece no, nessun referendum. Ed ora ci troviamo pure a dover rispondere ad un governo non eletto, sostenuto da deputati non eletti, nominato da un presidente non eletto, ovvero quel Giorgio Napolitano che è da sempre interprete di un’idea piuttosto particolare di democrazia: come dimenticare infatti l’indegna esultanza dell’allora deputato del Partito Comunista dopo la sanguinosa repressione sovietica della Rivoluzione Ungherese del 1956? Per non parlare poi dell’indegna minaccia avanza dal signor Van Rompuy, presidente del consiglio europeo, anche lui, guarda caso, non eletto da nessuno, il quale sostiene che nei paesi che non rispettano i parametri di debito e di deficit si dovrebbe applicare una momentanea sospensione del diritto di voto…

Ma è una manovra assolutamente equa, dicono i cosiddetti “professori” dell’esecutivo, sostenuti anche in questo dalla gran parte di quelli che qualcuno si ostina ancora a chiamare “organi di informazione”. Ma la verità è tutt’altra: non c’è un provvedimento uno contro l’evasione fiscale; non c’è una patrimoniale; non c’è alcun intervento deciso a favore dello sviluppo e della crescita; c’è un semplice e ridicolo prelievo aggiunto sui capitali scudati che sembra l’ennesima beffa per chi con il fisco è sempre stato in regola; infine non hanno inserito l’unica misura sensata che si diceva potesse esserci: l’aumento dell’aliquota irpef sui redditi più alti. Tutto questo sommato ad una criminale riforma del sistema pensionistico studiato solo sulla base di freddi e sterili numeri, senza tenere in minima considerazione quello che sarà il drammatico riflesso sociale di questo provvedimento.

La CGIA di Mestre comunica invece che la manovra del governo Monti costerà ad ogni famiglia la modica cifra di duemila euro all’anno, cioè una cifra di ben tre volte superiore a quella fasulla che ci viene propagandata da i soliti giornalisti zerbinati di cui detto più volte prima. A ciò si aggiunga quanto dichiarato dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, nel corso dell’audizione sulla manovra di fronte alle commissioni bilancio di Camera e Senato, secondo cui la nuova imposta municipale unica (ex ICI) esporrà al rischio di povertà oltre un milione e mezzo di famiglie italiane.

Come scordarsi poi il sorrisino beffardo del professor Monti quando chiedendo la fiducia alla camera dichiarò di non essere in alcun modo legato ai poteri forti, suscitando l’ilarità di tutta l’aula? Ora invece troviamo, all’interno di questa manovra, tre autentici regali a quelle banche che molti economisti, quelli veri, identificano come una delle principali cause di questa drammatica crisi di sistema. Innanzitutto si è deciso che sarà lo Stato a garantire sulle passività delle banche italiane e sulle loro obbligazioni; in secondo luogo hanno stabilito che la soglia della tracciabilità dovrà scendere dagli attuali 2.500 euro a 1.000 euro vietando dunque pagamenti in contati superiori a questa cifra, con conseguente spostamento di ingenti somme sui conti correnti e relative commissioni a beneficio degli stessi istituti; per il terzo favore garantito a quelli che evidentemente continuano a rivestire il ruolo di datori di lavoro del nostro presidente del consiglio, basta invece leggere dal testo della manovra stessa per rimanere letteralmente basiti: “I compensi comunque corrisposti dalla pubblica amministrazione centrale e locale e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato oltre i 500 euro non potranno essere versati in contanti”, con una conseguente dilatazione, anche in questo caso, dei conti correnti.

Dunque è bene che ce ne rendiamo conto una volta per tutte: questa criminale manovra non salverà proprio un bel niente, in quanto ci troviamo ormai di fronte ad una crisi endemica, ad una profonda crisi di sistema che, perseguendo questa strada, non potrà certamente essere risolta. Il collasso dell’Euro è soltanto rinviato, anche se per il momento la moneta unica verrà mantenuta in vita dalle sofferenza di un popolo già allo stremo delle proprie forze. Non si può sperare di uscire da una situazione di questo tipo attuando misure economiche tanto depressive. E a dire questo è un certo professor Paul Krugman, premio Nobel per l’economia nel 2008, quindi non uno qualunque, che scrive: “L’appello all’austerità generale associato al morboso terrore dell’inflazione da parte della banca centrale fanno sì che ai Paesi indebitati sia impossibile sfuggire alla trappola del debito. Questa accoppiata è quindi garanzia di default sul debito, corsa al ritiro dei depositi bancari e crollo finanziario generale. Mi auguro, sia per il bene dell’America che dell’Europa, che gli europei invertano la rotta prima che sia troppo tardi. Ma, in tutta sincerità, non credo che lo faranno. È molto più probabile che noi li seguiamo sulla strada della rovina”.

Per chiudere, solo una piccola considerazione personale per la ministra Fornero. Da studioso di storia la devo ringraziare, poiché grazie al suo pianto in diretta tv mi è stato possibile scoprire il motivo per il quale ai boia venisse posto un cappuccio nero sulla testa durante le esecuzioni: forse anche loro si commuovevano tagliando le teste dei condannati…

Ivan Selvini
Gioventù Italiana Sondrio

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